E’ nata e cresciuta con il distretto tessile pratese. La Cormatex dal 1938 è una delle aziende leader nel settore del meccanotessile. E oggi lo continua a fare con la terza generazione della famiglia Guasti-Querci rappresentata da Luca Querci, 42 anni, ingegnere meccanico e managing director, pronto a seguire il filo della tradizione ma con lo sguardo attento e la mente aperta ad intercettare i bisogni dei tempi.

Così è per la Cormatex impresa familiare, che dal 1994 ha sede a Montemurlo, e conta 22 dipendenti. Il fatturato medio si attesta intorno ai 5 milioni di euro. Qui il passaggio generazionale è avvenuto senza scossoni nella reciproca fiducia e nel dialogo con i genitori ancora in azienda. «La nostra specializzazione è in macchine per la filatura laniera, per filati nobili come lana pregiata, cachemire, oltre ai non-tessuti. Si producono linee complete per la filatura a cardato, ma soprattutto da quindici anni rivolgiamo una particolare attenzione al riutilizzo di materiali di scarto».

Il meccanotessile che va a braccetto con la richiesta pressante di macchine in grado di potenziare il riciclo delle materie per il loro riuso in un’ottica di economia circolare. Il tutto secondo un’esigenza di rispetto ambientale. A proposito Cormatex ha sviluppato «un impianto per un cliente francese, che applica tecnologie innovative per il riciclo dei materassi – spiega – . Si tratta di un processo di una certa complessità che prevede vari stadi, dalla sanificazione alla separazione dei vari materiali, fino al riutilizzo di parte di essi per la realizzazione di nuovi materassi. Uno di questi impianti può riciclare da solo fino a 120.000 materassi l’anno, con indubbi vantaggi per l’ambiente».

Una richiesta del mercato che Cormatex è riuscita a trasformare in un’opportunità anche per l’ambiente: un doppio vantaggio, da una parte un prodotto economicamente competitivo e dall’altro un prodotto con un valore ambientale enorme. «Abbiamo altri progetti in via di sviluppo, come il riciclo degli pneumatici (nello specifico della loro struttura tessile) e degli abiti usati – aggiunge Querci – Si possono convertire in materiali nuovi da impiegare nel campo dell’automotive, dell’edilizia, dell’arredamento e degli isolanti». L’azienda è presente sui mercati internazionali da 35 anni e il 95% della produzione va oggi all’estero. I maggiori mercati di sbocco sono Cina, Usa, Russia e Paesi ex Urss, Indonesia, Francia, Paesi Scandinavi ed Est Europei. «E’ importante il dialogo con i clienti con i quali sviluppiamo progetti innovativi – conclude Querci – La maggior parte dei nostri progetti riguardano il riciclo di materiali di scarto o l’utilizzo di materiali che solitamente non trovano impiego in processi tessili, grazie ad una tecnologia Airlay innovativa per la produzione di tessuto non tessuto, detta lapformair, sviluppato da noi qualche anno fa».

Tratto da “La Nazione” – Cronaca di Prato – del 29/03/19